Un Fondo di 50 milioni di euro destinato al contrasto della povertà educativa minorile per sostenere le quindici aree italiane a più alta vulnerabilità sociale.
Il fine è quello di dar vita a un modello al contrasto della povertà educativa minorile, replicabile, grazie alla coalizione tra pubblico, privato-sociale e, privato.
Il provvedimento è stato reso pubblico durante la conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Chigi lo scorso 10 aprile, da Maria Teresa Bellucci, viceministro del lavoro e delle politiche sociali.
Gli interventi che verranno portati avanti nelle aree a più alta vulnerabilità sociale – è stato evidenziato nel corso della conferenza stampa – dovranno diventare esperienze stabili all’interno del sistema pubblico, quindi veri e propri modelli a cui far riferimento.
Il Fondo prevede progetti diversificati, per la realizzazione di centri territoriali rivolti ai minorenni per il supporto e il sostegno socio-educativo extrascolastico, per favorire il protagonismo giovanile attraverso la realizzazione di spazi di aggregazione e per dare ai ragazzi l’accesso a opportunità culturali, artistiche e sportive.
Sono stati previsti anche corsi e servizi di ascolto rivolti a preadolescenti e adolescenti, da realizzare nelle scuole, nei centri sportivi, nelle biblioteche, ecc. In oltre sono stati previsti progetti di riqualificazione del territorio come rimedio al degrado urbano e la costruzione di nuovi spazi di convivenza.
Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna sono le regioni coinvolte ad oggi.
Sarà costituita una cabina di regia nazionale con il ruolo di consultazione e di raccordo permanente gestita dalla direzione generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali assieme ad altre realtà.



