Il diritto all’educazione è universale e va riconosciuto ad ogni persona attraverso l’organizzazione di un’offerta di servizi socio-educativi plurale e integrata, rispondente ai bisogni in una logica di programmazione e di investimenti a lungo termine.
Il diritto ad una educazione di qualità significa mettere al centro del progetto educativo l’inclusione attiva di giovani e giovanissimi e il rispetto dei loro tempi di maturazione, dando l’opportunità ad ognuno di far fiorire il proprio talento e conquistare la propria autonomia.
La cooperazione deve essere intesa come un modello di comportamento che influenza l’atteggiamento di una collettività proattiva e corresponsabile. Si deve mirare a favorire il benessere della comunità, la coesione sociale, e la prevenzione del disagio.
È necessario mettere a sistema l’esperienza e fare innovazione portando avanti sperimentazioni da trasformare in prassi condivise dalla comunità educante, curando costantemente la ricerca delle soluzioni più efficaci per sostenere la crescita delle nuove generazioni.
La definizione di livelli minimi di prestazione da raggiungere, l’identificazione di standard qualitativi, sono condizioni per garantire un’offerta educativa di qualità.
Riconoscere e valorizzare il ruolo e la professionalità degli educatori è alla base di un rapporto di rispetto, collaborazione e fiducia tra gli operatori, con le istituzioni, le famiglie e la comunità di riferimento.
La creazione e diffusione di una cultura professionale dell’educazione, capace di promuovere una maggiore consapevolezza di strumenti, metodi e ruoli adatti.
L’educazione è un processo complesso che necessita di molte alleanze e punti di vista per individuare obiettivi, prospettive di cambiamento e modalità operative efficaci.
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